sabato 20 maggio 2017

De Lorenzin


Chiudetemi il blog, non me ne frega un cazzo, ma finché ci sarà un grammo rimasto di democrazia in questo paese dovete guardare questo film. Magari solo per capire perché si sono affrettati ad impedirne, anzi proibirne la visione quando qualcuno ha chiesto di poterlo fare pubblicamente in Senato. 
Perché gli urli, gli strepiti e gli svenimenti, se è solo il delirio di alcuni pazzi? Hanno paura di un video, degli omaccioni e donnicciole come i piddini?
Guardate e ragionate con la vostra testa e ricordate il tempo in cui la scienza era scienza, fatta di dubbi e mai di certezze, di controlli, ricontrolli, verifiche e non di maledetto fideismo per cui chi è contro il profitto spacciato falsamente per progresso indiscutibile è un eretico. Il tempo in cui uno scienziato turco potè impedire che la talidomide sconciasse i bambini del suo paese perché non si fidò dei test di una casa farmaceutica tedesca e li compì in proprio, avvertendo le sue autorità nazionali del pericolo.
Guardate il film per scoprire invece che razza di vita di merda sono costretti a fare oggi gli scienziati. A fare ricerca di nascosto come carbonari e con il tribunale dell'Inquisizione sempre pronto a colpirli.
Scoprite che il decreto del PD è copiato pari pari da una legge americana. Per la serie: gliene uscisse una originale, da quelle zucche. Ma già, loro "eseguivano solo gli ordini".

Prima che qualcuno mi faccia incazzare:

Il film non è grillino. Non è complottista. Non è una cavolata. Racconta e soprattutto mostra sofferenze vere di famiglie che meriterebbero risposte e non risolini o puro negazionismo a prescindere.
Gli scienziati che parlano nel film NON SONO ANTIVACCINISTI. Sono per la somministrazione di vaccini singoli, non in ammucchiata. Perché, ad esempio, non è sicuro somministrare il vaccino trivalente MPR (nel film MMR) dato che si tratta di tre virus neurotropi (che sono attratti dalle cellule cerebrali e quelle possono danneggiare) tutti assieme appassionatamente. Il vaccino che De Lorenzin sta facendo diventare obbligatorio, tra l'altro.

La questione del film riguarda l'osservazione che la sindrome autistica, il cui aumento negli Stati Uniti sta diventanto emergenziale, sembrerebbe insorgere proprio in concomitanza con la somministrazione, in una particolare finestra d'età (attorno ai 18 mesi) del vaccino trivalente in oggetto. Ma questa cosa non si può dire. 
Non si può dire che negli USA sono i bambini afroamericani a pagare il prezzo più alto in termini di suscettibilità agli effetti collaterali del vaccino MMR e, in generale, i MASCHI. Infatti l'insider che parla nel film sostiene addirittura che le prove di questa sconvolgente realtà (i bimbi neri più a rischio) sia stata occultata. Sono accuse gravi, che qualcuno non vuole vengano eventualmente rigettate mediante una inchiesta e una ricerca serie e obiettive. La giustizia e il caro vecchio metodo scientifico.
Non si può compiere una ricerca del genere per verificare se questa concomitanza sia una vera causa-effetto oppure no, nel qual ultimo caso occorrerebbe indagare in altra direzione il perché di famiglie che oggigiorno rischiano di ritrovarsi in casa ben due bambini autistici. Evenienza una volta rarissima. Il sospetto è che una eventuale correlazione positiva danneggerebbe le campagne di vaccinazione obbligatoria che vogliono dire soldi sicuri in tasca a BigPharma, paese dopo paese e, forse una bella sfoltita alla sovrappopolazione.
Infatti, perché se è il trivalente MPR ad essere sospetto di insufficiente sicurezza e i medici consigliano in alternativa i vaccini singoli, i governi mettono fuori legge questi ultimi e le case farmaceutiche cessano di produrli, in nome della difesa del loro "progetto MMR"? Non essendovi logica dietro ciò, può esservi solo l'ideologia.

Ah, sul decreto che in Italia porta a dodici (come in USA e nel Reich) i vaccini da somministrare obbligatoriamente ai nostri piccoli pena, pare:
  • la non ammissione nei nidi e asili
  • la solita pena pecuniaria che a "loro" garba sempre tanto
  • la perdita da parte dei genitori della patria potestà (che faranno i giudici, manderanno i bimbi al Forteto?)

e per giunta vorrebbe imporre la vaccinazione obbligatoria ai medici (ci divertiremo, cadrà proprio su questo) sta lavorando un certo Gelli. Nomen omen. 
Girano tanti tanti soldi attorno ai vaccini. Più che in passato
Auguri, rimpiangerete Poggiolini.

Buon sangue marcio.



mercoledì 10 maggio 2017

Mamma Ebola



Quando la propaganda genocidaria attalista incontra Focus. La sci-enza ridotta a megafono delle ubbie di questa insopportabile cricca di globalisti sadici con obbligo di negrofilia. La ricerca piegata a pecora per subire i colpi della ristrutturazione abusiva del pensiero comune e dei principi della medicina ad usum piddini. E' "la Stampa" oggi a fornirci questo ineffabile compendio di fregnacce eugenetiche a cominciare dal titolo:

"Sempre più allergici e malati. Ma a rafforzare i nostri bimbi saranno i microbi africani.
Succede anche con il clima: i batteri subsahariani arricchiscono l’ecosistema".

Non avete idea. Leggete.
"È in atto una migrazione sotterranea, impercettibile, ma tumultuosa e inarrestabile. Valica le frontiere, si muove a cavallo delle persone o degli eventi atmosferici. Sta scaricando sull’Europa - e sull’Italia che ne è l’avamposto - milioni di microbi, funghi, batteri provenienti dall’Africa. Non sembrano destinati a distruggerci. Anzi, rischiano di aiutarci a combattere uno dei nostri peggiori - e trascurati - mali: la perdita di biodiversità, nell’ambiente ma soprattutto nel nostro organismo. "
Che incipit! Non è sembrato anche a voi di udire l'alta prosa della marxiana "talpa che scava nella Storia"? Il poareto non lo sa, ma questo inizio è preciso, nel suo potere evocativo, a quello di un filmaccio nazista intitolato "Der Ewige Jude", che inizia con immagini poco rassicuranti di brulicanti ratti neri ("rattus norvegicus", portatore della peste) che poi sfumano nell'immagine di una strada dell'Est Europa affollata di ebrei ortodossi. Il messaggio è chiaro: ratto-peste-ebreo. Brutale nella sua semplicità, pavloviano nel voler indurre terrore e disgusto per l'Ebreo, attraverso l'accostamento con l'archetipo della bestia immonda. 
Oggi invece la propaganda neogoebbelsiana si colloca ad un livello superiore di sofisticazione. Il terrore atavico nei confronti delle malattie viene qui evocato e la mente pensa subito in automatico non già agli invisibili batteri ma piuttosto ai loro portatori di 90 chili che sbarcano ogni giorno. Il sentimento verso questi microboni non è affatto fraterno ma ecco la trovata: "l'infezione per il nostro bene." 
Non siete entusiasti all'idea di milioni di brulicanti microbi africani in arrivo sul continente? Ebbene, se non lo siete, siete dei fascisti. E razzisti, ovviamente. 
Proseguiamo a raccogliere perle.
Ci stiamo impoverendo. Sempre meno batteri, sempre meno vari. A Firenze, un team di ricercatori studia da anni i microrganismi del nostro corpo basandosi sui big data ricavati da sequenze di Dna. «L’industria alimentare e i suoi processi, la sanificazione, l’utilizzo massiccio di antibiotici negli allevamenti hanno contribuito a debellare molti agenti nocivi, ma hanno finito per estirparne anche di essenziali», rivela Duccio Cavalieri, professore al dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. «Un esempio sono i probiotici, che acquistiamo per reintrodurre nel nostro corpo elementi un tempo naturalmente presenti».
Aver eliminato funghi, batteri, microbi sta contribuendo all’esplosione di malattie auto immuni, infiammazioni, allergie. «Il sistema immunitario fin dalla nascita si abitua a riconoscere i microrganismi buoni da quelli che non lo sono», spiega Carlotta De Filippo, microbiologa all’Istituto di Biologia e biotecnologie agrarie del Cnr di Pisa. «Tuttavia, poiché la varietà microbica con cui entra in contatto è sempre minore, reagisce a ogni novità come se fosse patogena. E sviluppa infiammazioni».
Si spiega così il boom dei malanni del nuovo millennio. E perché molti - che fino a vent’anni fa insorgevano in persone adulte - attacchino sempre prima. Il numero di bambini soggetti ad allergie alimentari è schizzato del 20% in dieci anni: in Italia uno su venti - secondo l’Organizzazione mondiale dell’allergia - ne soffre. Tra 6 e 12 anni, il 7% ha dermatite atopica, il 15% di rinite allergica e il 9% di asma. Stesso discorso per le malattie auto immuni, come il morbo di Chron: il 25% dei nuovi casi ha meno di vent’anni. La diffusione delle infiammazioni croniche intestinali è raddoppiata nell’ultimo decennio, con 8 bimbi su 100 mila colpiti e un’età di insorgenza scesa a 10 anni. E ancora: artriti reumatoidi, coliti ulcerose, sclerosi multipla, diabete di tipo 1. «La correlazione tra la diffusione e precocità di questi mali e la riduzione della varietà microbica è assodata», assicura De Filippo.
Chissà come mai non viene nominato da questo Pasteurino l'inquinamento chimico, come corresponsabile di questo quadro terrificante di immunodeficienza acquisita, secondo il quale i batteri che ci difendono sembrano sparire per colpa solo del destino cinico e baro. Scommettiamo che tutte queste celiachie hanno a che fare con l'utilizzo di prodotti chimici che finiscono nel ciclo alimentare attraverso la contaminazione del grano?  E che, ohibò, l'iperstimolazione del sistema immunitario attraverso i vaccini somministrati in insensata e folle ammucchiata potrebbe anch'essa contribuire ad indebolirlo, annullando le difese naturali? 
Macchè inquinamento da metalli pesanti, macchè glifosati, pesticidi e parabeni, la colpa è che scarseggiamo di vibrione africano.
Siamo diventati fragili. Meno ricchi. Una ricchezza di cui l’Africa, da cui moltitudini cercano di fuggire, abbonda. La grande migrazione, tra i tanti effetti, potrebbe celarne uno finora poco indagato: milioni di batteri stanno invadendo l’Italia. Nelle popolazioni africane si annida una grande quantità (e varietà) di microrganismi che il nostro mondo ha perso. I ricercatori fiorentini l’hanno scoperto mettendo a confronto alcuni bambini toscani con coetanei del villaggio Boulpon, nel Burkina Faso. «Hanno il triplo di acidi grassi a catena corta, antinfiammatori naturali», racconta Cavalieri. E soprattutto hanno concentrazioni di patogeni inferiori: l’Escherichia (responsabile di cistiti, infiammazioni alle vie urinarie) è presente in misura quattro volte superiore nei bambini italiani, la Salmonella otto volte tanto, la Shigella (dannosa per l’intestino) sette volte, la Klebsiella (agente delle infiammazioni alla vie aeree, come la polmonite) quasi quindici. La differenza sta nei nutrimenti: fibre, amido non raffinato e altre fonti vegetali, pochi grassi animali, ma soprattutto niente industria alimentare. «I bambini africani vivono in un ambiente fortemente contaminato», ragiona il professor Cavalieri. «Eppure i principali patogeni umani si ritrovano in quantità decisamente minori, perché hanno una ricchezza microbica che li difende. Noi non ce l’abbiamo più».
Le popolazioni africane potrebbero aiutarci a recuperarne una parte. Nell’ecosistema sta già accadendo qualcosa di simile. Nel 2014 una nevicata ha riversato sulle Dolomiti grandi quantità di sabbia del Sahara. Non era la prima volta ma quell’anno il gelo ha cristallizzato per mesi l’ambiente. La sabbia conteneva milioni di funghi e batteri: intere famiglie si sono trasferite, oltrepassando il deserto e il Mediterraneo, per colonizzare le Alpi. Il disgelo le ha riversate nell’arco di poche ore. Poteva essere una catastrofe. Invece no. Un gruppo di ricercatori (Cnr, Fondazione Edmund Mach, atenei di Firenze, Innsbruck e Venezia) ha prelevato campioni dal suolo dolomitico e li ha analizzati per tre anni. Per scoprirne l’origine, hanno ricostruito le traiettorie atmosferiche e il Dna dei microrganismi ritrovati, confrontandoli con dati campionati in tutto il mondo.Il risultato è sorprendente: i microrganismi sub-sahariani si sono adattati all’ambiente alpino e, anziché stravolgerlo, lo stanno arricchendo. «Questi eventi sono la diretta conseguenza dei cambiamenti climatici, saranno sempre più frequenti», spiegano i coordinatori del team, Cavalieri, Tobias Weil e Franco Miglietta. «Andranno monitorati nel tempo ma per ora possiamo dire che gli effetti positivi sono prevalenti rispetto a quelli problematici». 
Saremmo anche diventati fragili (questo lo dice lui o meglio il suo suggeritore psicopatico) ma nonostante ciò abbiamo debellato, grazie alla civiltà, all'igiene ed al progresso della medicina, per non parlare dell'abbandono di pratiche incestuose tra consanguinei, dozzine di malattie. Il vaiolo, ad esempio, o la peste che nei secoli passati ci sterminava a milioni. Purtroppo bisognerebbe specificare "avevamo" debellato, perché gli attalisti stanno provvedendo a consegnarci le coperte infette con tubercolosi, meningiti, morbillo ed altre fentenzie d'importazione. 

Dove vogliono arrivare, si chiedeva un amico su Twitter. Semplice. A dichiarare, come farebbe il Presidente Lolito', che "non è mai esistita una cosa chiamata progresso igienico sanitario occidentale". 
Non fosse abbastanza fantastica l'ascientificità di paragonare bambini toscani e fasoburkini, come dire mele e pere in quanto a differenze ambientali, la truffa ideologica è subito congegnata, grazie al ricatto del politicamente corretto e al contagio con il morbo, questo si, letale, dell'autorazzismo.
Qualcuno può spiegare a Pasteur che un conto sono i batteri intestinali, gli actiregularis e i milioni di fermenti lattici vivi che ci aiutano a svolgere le funzioni digestive e un conto è Ebola o Yersinia Pestis o Salmonella Typhi?
Io ho avuto la Salmonella, caro il mio Pasteurello e, oltre ad essere finita all'ospedale, il mio intestino, come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo, è rimasto offeso.
Secondo il genio della medicina dovremmo gioire del contagio ed offrire i propri fluidi al bacio con HIV che, secondo la sci-enza ufficiale, ebbe origine, ohibò, in Africa e da lì si sparse per il mondo?
I morti di AIDS sentitamente ringraziano e ti ci mandano in coro.
Paradossalmente, infine, a leggere l'infografica, risulta che gli europei non scarseggiano affatto come gli africani (per entrambi si intende quelli del campione, non in generale) di faecalibacterium, la cui insufficienza questa ricerca lega a diverse malattie, incluso il disturbo bipolare. Del resto, dove sono finiti i poveri bambini africani che muoiono perché troppo deboli e senza difese? Pasteur sembra che descriva una super-razza o una serie superaccessoriata di super-soldati.

Suggestiva la nube batteriologica che incombe sullo Strudel e sulla malga, evocatrice delle "risorse che si stanno sostituendo felicemente agli autoctoni". Potevano infine mancare le due botte d'ordinanza al cambiamento climatico - che lui ignora essere spesso indotto dall'uomo e da decenni oramai  - ma che servono per sdoganare pure il migrante climatico oltre a quello batteriologico? In una parola: arrendetevi.

Non perdetevi la chiosa del delirio di Pasteur:
In fondo anche noi siamo un ecosistema: in una persona di 70 chili, i microrganismi ne valgono almeno 2. I nostri sono sempre più standard. 
"Siamo fatti al 3% di microbi." Memorabile. Augurargli un incontro ravvicinato con Marburg, cugino stronzissimo di Ebola sarebbe forse troppo crudele ma magari uno con Esubero, collaterale di Euro. 

Il cancello d'Europa. La nuova Operazione Husky


Dall'ottimo sito Gefira, il primo che rivelò con i suoi articoli i movimenti strani delle Organizzazioni Negriere Globaliste al largo della Libia e ci fece conoscere, tra l'altro, les liaisons dangereuses di Madame Catrambone e gentile consorte con ambientini prossimi alle grandi società di contractors, traggo e traduco parte di un articolo di Daniel Moscardi pubblicato con il titolo "Africa’s gate to Europe: Operation Husky, again"
Per chi non lo sapesse, Operazione Husky era il nome in codice dello sbarco in Sicilia, la missione alleata che permise la liberazione dall'occupazione tedesca e la rioccupazione in senso atlantico del paese sconfitto. Nel back office dell'operazione militare, per preparare il terreno e favorire il passaggio delle truppe alleate in terra sicula evitando troppo scarmazzo da parte dei notabili locali, l'OSS (come si chiamava allora l'agenzia che sarebbe poi diventata la CIA) si affidò all'esperienza e potere di persuasione di don Lucky Luciano, liberato da un carcere newyorchese ed inviato in Sicilia in missione per conto di Dio, ovvero di Allen Dulles.
I maligni sostengono che la mafia in seguito reclamasse in contropartita e in concessione perpetua una partecipazione attiva nella gestione della governance italiana aiutati dal figlio di Dio, James Jesus Angleton.
Dell'articolo di Moscardi vi presento solo questo estratto, che racconta una realtà che desta in noi giustamente una grande preoccupazione. Ovvero l'invasione programmata e lucida del nostro territorio con soggetti che nulla hanno a che fare con esso, sia per cultura che per radici e civiltà e che non si capisce, ma si intuisce, cosa vengano portati a fare, non essendo in grado di diventare automaticamente, per puro contatto con il suolo europeo, né "milanesi", né "tedeschi", né "cinesi".

***

Vallombrosa è un luogo unico in Toscana. Il suo fondatore, San Giovanni Gualberto, monaco benedettino, subito dopo l'anno 1000 scelse questo luogo appartato sulle montagne a 40 km ad est di Firenze per condurvi un'esistenza da eremita assieme ad un ristretto gruppo di monaci con i quali iniziare il suo ordine monastico, quello dei benedettini Vallombrosiani. 

John Milton, durante un viaggio attraverso l'Italia nel 1638, trovò ispirazione a Vallombrosa e ivi un'iscrizione in marmo ricorda ai turisti che proprio qui Milton mise per iscritto il suo "Paradiso perduto". Vallombrosa non è un posto per le folle; piuttosto un luogo dove cercare la meditazione e l'ispirazione.  

Per me Vallombrosa rappresenta i ricordi della mia infanzia. Volendo, potrebbe essere definito un pezzo della mia Heimat personale. Già negli anni '60, quando l'automobile era ancora un lusso irraggiungibile per molte famiglie italiane della classe operaia, prendevamo l'autobus della domenica mattina dalla stazione ferroviaria di Firenze, portandoci dietro un frugale pranzo, e ritornavamo in città con lo stesso autobus in tempo per la cena. Per me bambino quello era il momento clou della settimana - o del mese - ed era tutto ciò che ci potevamo allora permettere come vacanza.



E' con questi ricordi in mente che ho guidato la mia moto lungo la strada che si snoda attraverso il parco nazionale che fa parte di Vallombrosa, ma quando ho spento il motore non mi ha accolto il silenzio che, come al solito, mi aspettavo ma una cacofonia inquietante che ha attirato la mia attenzione. Proveniva da una folla di giovani africani, tutti sui 20 anni, in piedi o seduti attorno alla zona del monastero e tutti a fare la stessa cosa: urlare dentro ai loro smartphone, evidentemente per parlare con i loro cari a casa. Benvenuti nella nuova Italia, dove la sostituzione della popolazione originaria, una volta conosciuta come "italiani", è in pieno svolgimento. Solo pochi anni fa questa affermazione avrebbe causato incredulità sarcastica, ora è realtà di fronte ai nostri occhi. 

E' successo durante la notte (letteralmente), in inverno, quando più di 100 “migranti” provenienti dall'Africa, appena sbarcati in Sicilia, sono stati scaricati in questa oasi di pace e tranquillità. Si potrebbe pensare che il luogo fosse stato scelto perché i monaci benedettini erano pronti ad aprire le loro porte in segno di carità e compassione ma non si tratta di niente di tutto questo. In realtà, e senza alcun aiuto da monaci, si è trattato di puro business: minimo sforzo per il massimo profitto.

Prendete un gruppo di imprenditori locali e date loro un vecchio albergo abbandonato nei pressi del monastero; uno di quegli alberghi dove hanno sempre soggiornato i viaggiatori. Fateglielo ristrutturare alla bell'e meglio per renderlo un ostello quasi decente per potervi ammassare più africani possibile. Raccogliete 25/35 euro al giorno per persona accolta, per gentile concessione dei contribuenti italiani. Ed eccoci, benvenuti al business più redditizio e in forte crescita d'Italia. (1) L'esempio di Vallombrosa non è un'eccezione, piuttosto la regola di ciò che sta accadendo in Italia, ovvero ciò che potrebbe altrimenti essere definita “invisibilità redditizia”. Fino ad ora i governi locali - specialmente quelli prossimi ad elezioni - erano stati molto accorti a “smaltire” i migranti in zone appartate, periferiche, in modo che la gente del posto non notasse la loro presenza nella vita quotidiana. Ora, ad un tasso stimato di arrivi/sostituzioni di oltre 250.000 persone all'anno, mantenere l'invisibilità di questo business sta diventando e diventerà sempre di più un serio problema.

Infatti, se i migranti non sono confinati nei loro alloggi e sono quindi liberi di muoversi, con qualsiasi mezzo di trasporto pubblico a disposizione, la conseguenza ormai difficile da nascondere è che una città come Firenze assomigli ogni giorno sempre più un suk africano, con un giovane africano fuori da ogni esercizio commerciale ad elemosinare soldi o cercando di vendere inutile chincaglieria cinese. Se si parla con loro, vi racconteranno tutti la stessa storia: non sapevano che sarebbe stato così brutto. In Nigeria, Ghana, Mali, Senegal, Costa d'Avorio, Burkina Faso - e l'elenco potrebbe continuare - era stato loro promesso che una volta qui (in Europa) ce l'avrebbero fatta. Ho chiesto: "In che modo? Chi vi ha raccontato queste favole?"
Non ho potuto ottenere una risposta convincente, e ho avuto la sensazione che non avrei dovuto nemmeno fare quella domanda. Considerando che, in media e come minimo, ogni migrante paga per arrivare in Europa tra i 2.000 e i 4.000 euro, tale somma è considerata come un investimento per la vita che dovrebbe garantire un futuro migliore non solo a loro ma alle loro famiglie in Africa.

Se avete investito tutti i vostri risparmi oltre a contrarre un potenziale debito futuro per arrivare nella terra della prosperità non avrete di certo intenzione di andarvene tanto presto. Dopo tutto, anche se vengono trovati come clandestini sul suolo italiano, tutto ciò che possono ricevere è un foglio di via in cui le autorità statali italiane intimano loro di lasciare il territorio italiano entro - normalmente - una settimana o giù di lì. Dopo il clandestino è lasciato libero di andare, fino alla volta successiva in cui sarà di nuovo preso, magari in occasione di un reato commesso, o dopo l'ennesimo foglio di via quando ormai avrà capito di trovarsi in una repubblica delle banane.
(Daniel Moscardi)

A proposito di fogli di via, l'energumeno che sere fa ha aggredito la troupe di Matrix facendo urlare l'inviata Parisella che poco prima si era preoccupata di "non disturbarli", è risultato un ivoriano di 37 anni, clandestino (Costa d'Avorio, una delle economie più prospere dell'Africa) con precedenti penali per violenza privata e per questo già corredato di invito a smammare, ovviamente disatteso. 
Per conoscere l'origine dell'energumeno, che per il MSM era rimasto sempre e solamente "un uomo",  ho dovuto andare su Breitbart che poi mi ha rimandato alla cronaca romana locale. 

mercoledì 3 maggio 2017

La parola di Catrambronne


Quella vestita da marinaretta è Regina Catrambone, la Carontessa (o Caronta) che, non per il vile interesse ma per arricchire noialtri, ci porta tanti nuovi modelli di stile di vita da indossare, uno per ogni occasione. Ne abbiamo già cabine armadio piene ma lei insiste. E' tanto bbuona e bbrava, pronta ad agguantarci con la sua ineffabile carità telescopica (come la definiva Dickens, grazie Buffagni). 

Un giorno gli storici si chiederanno come mai, all'inizio di questo nuovo sciagurato millennio, le donne furono le più attive ed entusiaste nell'opera di distruzione della civiltà occidentale che pur diede loro l'emancipazione. Oppure l'emancipazione consisteva solamente nel permettere alle donne dell'élite di essere altrettanto nefaste dei loro uomini? 
Diciamo meglio: entusiaste nel tentativo di distruzione, perché i criminali verranno fermati dai loro stessi parigrado appena questi, interrotti nel contare i soldi dalle prime sciabolate a tranciaorecchie, capiranno che non possono tirare ancora a lungo la corda dell'autodistruzione senza finire impiccati e, come diceva Marx, lasceranno che questa si avviluppi attorno ai colli dei loro volonterosi carnefici. 
E, per citare anche Lenin (sono i loro preferiti, dopo tutto) le dirigenze occidentali sono utilissime per la rivoluzione proletaria ma saranno le prime ad essere fucilate una volta conseguita la vittoria. Ciò varrà stavolta e soprattutto in caso di sconfitta. Insomma, per dirvi che la riesumazione delle spoglie mortali di Renzi, di quelle di Tony Blair e l'offerta in sacrificio per loro di Lolito' Macron mi puzza parecchio di capretti inviati al macello. Offerti a Mammona come estremo tentativo di blandirla e rimandare il Big Crash. "Guardate signo' quant'è bello stu guaglione". Zang!

Le donne. Le portatrici di vita che dispensano morte e distruzione come i generosi filantropi che pianificano genocidi con numeri da far impallidire quelli ai quali parteciparono da giovani come apprendisti praticanti. Le difensore e difensori dei proletari che godono nel moltiplicarli e nel renderli sempre più disperati. Il destino di milioni di concittadini nelle mani graziose ed inanellate di leggiadre damigelle del Palio. Eserciti affidati alle amorevoli cure di professoresse, donnencinta, donne&mamme, mestruate o menopausiche, comunque donne, puro DNA mitocondriale e gameti tipo X. Eppure, a parte Jean d'Arc, che finì male, non si conoscono grandi Napoleonesse oltre la Pulzella. Ovviamente solo gli eserciti previsti dal Risiko come perdenti sono guidati da femmine. I vincitori del gioco si affidano ancora allle gonadi maschili e al testosterone.
E poi statiste, madri coraggio, Marie Braun, cape abili ed esperte, vere statiste dal cuore di Mutti che in silenzio, mentre i pupi biondi dormono, preparano loro zuppe avvelenate. Ricordate mamma Goebbels e i sei bimbi chiamati con l'acca di "Hitler".


Lo so, il nazismo non c'entra (sicuri sicuri, proprio sicuri?) ma ormai esso è inconscio collettivo e si fatica a ricacciarlo nel pozzo di tenebra se tutt'attorno le attuali infamie ce lo rimembrano di continuo.

Si può dire che un altro segno del senso profondamente satanico del presente è rivelato dall'anomalo affollarsi di streghe in ogni luogo adatto ad indire un sabba party. Davvero, non se ne erano mai viste tante, tutte assieme e con tale spregiudicata voglia di celebrare il bafometto e la sua visione del mondo.

Ed eccoci al punto. Se sono tempi sulfurei non è perché Satana esista ma perché non vi è mai stata tanta gente convinta della sua esistenza e che agisce in modo satanico accomodata nei centri del potere. In fondo perché qualcosa esista basta che sia creduta esistente da qualcuno. Satana in questo caso non è che la metafora di comodo, capibile da tutti perché archetipo potente, per identificare l'inversione del senso e del significato verso il male, che è il modo in cui oggi va forzatamente il mondo. Tutto è rovesciato ed è antitesi, antimateria e polarità negativa. Soprattutto negazione. Negazione del senso comune, del buon senso, delle leggi della natura, del moto rotatorio universale che fanno parte di un sistema che non può essere rinnegato senza provocare catastrofi.
Un povero disabitato si è sposato da solo, domani qualcuno sposerà una pecora o la propria scrivania. E' il trionfo di Aleister Crowley e del suo "fa ciò che vuoi" e ciò è inequivocabilmente satanico.

Per capire i messaggi del potere alle plebaglie, non quelli fin troppo espliciti contenuti nei libri dei loro sacerdoti ("a settant'anni dovrete bervi la bibita dei bimbi Goebbels") come dice Attali, che è anagramma di Attila, ma quelli irrorati attraverso i media, bisogna interpretarli al contrario per difendersene. E ciò perché, nel mondo dell'inversione del senso, l'esoterico (il libro destinato a pochi), è essoterico, ovvero esplicito, mentre il messaggio esplicito, il messaggio destinato a molti dell'essoterico telegiornale, è esoterico. Non abbiate paura, quel senso di lieve vertigine è perfettamente normale.

Una volta che avrete preso coscienza che il senso di questa realtà distorta va interpretato utilizzando la stele di Attesor, ovvero al contrario, imparerete a diffidare, ascoltando la loro propaganda, dei buoni, dei generosi, degli altruisti, dei sensibili, di coloro che usano belle parole, soprattutto quella più letale, l'Amore, e saccheggiano tutto il repertorio cristiano della tolleranza, accoglienza e amore per gli altri, tanto andrete a leggere la verità: "i vecchi vanno sterminati in quanto improduttivi", nei loro libracci satanici a disposizione in tutte le biblioteche. Non temerete nemmeno di riconoscere il sulfureo perfino in chi si presenta come messaggero del Dio ma non a caso evita accuratamente di inginocchiarvisi davanti. E non verrete toccati dall'accusa di essere spietati, senza cuore, malvagi o, peggio ancora, fascisti, che gli indemoniati vi vomiteranno addosso perché la vera bontà saprete sempre distinguerla dalla sua immagine falsa. Vivere in questo millennio in fondo è divertente. Si diventa nostro malgrado esorcisti per caso e forse si ritornerà anche credenti per forza.

Qualcuno tra i più pessimisti pensa che il mostruoso Novecento non sia stato che il secolo propedeutico a questo trailer di Armageddon che stiamo vivendo. In effetti verrebbe da pensarlo ma vuoi proprio che alla fine trionfi il Male? Che la sceneggiatura sia stata scritta fin dall'inizio da un Dio depresso, anzi melanconico che alla fine si suicida assieme alla sua creazione?
Ritorno ai miei amici che si incazzano se parliamo di radici naziste dell'attualità. E' che ragionate in termini materialisti, vedete l'economia dappertutto, ma noi siamo fatti di carne, acqua e banconote ma pure di spirito. Riscoprite quell'illuminante saggio che fu "Hitler e il nazismo magico" di Giorgio Galli, soprattutto nel suo sottotitolo: "Le componenti esoteriche del Reich millenario".
E' una visione alternativa, un punto di vista insolito che potrebbe fornirvi qualche spunto di riflessione come lo fornì a me.

Se in questioni che dovrebbero attenere alla logica ed al problem solving si agisce in termini illogici e superstiziosi è probabile che sia in gioco un tipo di pensiero che attiene più all'occulto che al pensiero razionale. 
Direste dunque ad esempio che ciò che governa l'economia attuale o, come si dice con un odioso neologismo, la governance, sia la ragione o il pensiero magico? Chiedo ausilio all'impareggiabile fogliaccio per un titolo esemplificativo.


Quale perentoria affermazione del "ciò che si vorrebbe che fosse" piuttosto del ciò che è. Volere, fortissimamente volere che l'euro e tutta l'architettura che lo sostiene resista a qualunque costo e alle scosse telluriche sulle sue fondamenta di sabbia è pensiero magico. La storia dice il contrario, con una quarantina di unione monetarie fallite con sofferenza, certo, ma non con la disintegrazione del globo, ma loro vogliono invertire il senso della storia, negarla, capovolgerla. Rendere l'impossibile possibile. Ancora una volta: rendere possibile la magia. Il pensiero magico è dei bambini innocenti, porelli, dei maghi e di coloro che credono di poter fare tutto ciò che vogliono, ovvero i satanisti. Chi scrive questi titoli perentori li riceve medianicamente dal suo spirito guida grazie alla sua tavola Ouija, non se li inventa di certo. In fondo è il trucco delle Sibille. Far credere al popolo che quella sia la volontà degli dei. E questi , gli spiriti guida, dei lo si credono veramente.

Non è nazismo. Vediamo. Chi siete portati ad odiare in questi tempi dalla propaganda? Ovvero da tutto ciò che viaggia nell'etere, Rete compresa? Con il bombardamento buonista e sensodicolpista a tappeto voi stessi in quanto occidentali facenti parte dell'odiata civiltà occidentale da eradicare in favore della "naturalità della migrazione" (copyright Cecilia Strada) ma in cuor vostro state cominciando ad odiare profondamente ebrei, zingari, omosessuali. Casualmente le categorie sterminate dal nazismo, più gli islamici e neri che sono stati scelti, per l'elemento xenofobia, tra le categorie degli stranieri come quelli più aggressivi e le donne, perché se odi il femminino odi la Madre e quindi te stesso.  
Orbene, sembra che tutto stia giocando a favore del pronunciamento della più grande ed odiosa delle bestemmie, ovvero "Hitler aveva ragione". E chi può volere una riabilitazione post hoc per revisione processuale di Hitler, grazie all'acquisizione di nuove prove, se non dei fottuti nazisti? Per nazisti intendo quei personaggi che Erich Fromm iscriverebbe nella categoria di coloro che perseguono attivamente l'etero ed autodistruttività umana e che nel secolo scorso si radunarono sotto le insegne della svastica ma non solo, anche sotto la falce ed il martello e ultimamente attorno al vitello d'oro della Finanza. 

Il vero incantesimo, il prestigio, il fenomeno quasi inspiegabile razionalmente, consiste nell'essere riusciti da parte loro a convincere donne, ebrei, zingari, neri, islamici, omosessuali ecc. ad interpretare sul palcoscenico con zelo e passione e incarnandolo perfettamente, in un grottesco gioco di ruolo, il reciproco stereotipo su una sceneggiatura concepita da uno scrittore razzista e sotto bad trip da acido. 
Le donne sono spietatamente stupide e irragionevolmente cattive soprattutto se viene loro concesso quel potere che avevano da sempre rivendicato; gli ebrei tramano per governare il mondo assieme ai massoni ed ai plutocrati, gli zingari rubano e sporcano, i neri si comportano come se li immagina il Gran Dragone del KKK, gli islamici retrocessi al saracino da crociata tagliano gole e stuprano donne, gli omosessuali, ritornati a pieno titolo pervertiti si dedicano alla demolizione di tutto ciò che una volta si sarebbe chiamato "il privato", dalle relazioni sessuali a quelle famigliari, senza disdegnare la manipolazione di ciò che vi è di più sacro, l'innocenza dei bambini. Non posso credere che li abbiano comprati solo con la promessa di poter fare "ciò che vogliono" piuttosto che con la caramella dei "diritti civili" ma anche le vie del satanico sono infinite.

E' questa amici miei la Matrix, la realtà virtuale nella quale siamo immersi, il gioco che i media ci mostrano e che ci tortura quotidianamente. Serve tanta razionalità e sangue freddo per fermarsi, prendere il respiro, guardarsi attorno stropicciandosi gli occhi, prendersi a schiaffi e ricordare che quelli non sono "Le donne", "Gli ebrei", "Gli zingari", "I neri", "Gli islamici", "Gli omosessuali" "Gli stranieri" ma i loro ologrammi, scatenatici contro affinché noi odiamo loro, loro odino noi (dall'altra parte c'è anche il Gran Circo Barnum del "White Privilege" che fa il pienone di plebaglie colorate tutte le sere) e alla fine qualcuno prema il famigerato bottone nucleare.

Ai caproni, alle  loro streghe au bon coeur, agli architetti piccoli e grandi di questa mostruosità, di questo satanico esperimento di ingegneria sociale al massacro io rivolgo la celebre parola di Ca(tra)mbronne che, come tutti sanno, è assai liberatoria e, chissà, potrebbe funzionare anche come esorcismo.

venerdì 28 aprile 2017

Lo Stato contro le ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste)



C'è un uomo, un servitore dello Stato, che ha ed avrà bisogno di tutto il nostro appoggio, solidarietà e stima. E' il Procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, attaccato dalle erinni del buonismo attraverso i loro immondi giornalacci e megafoni televisivi, perchè ha avuto il coraggio, bisogna dirlo, di dare un calcio al verminaio che copre il pelosissimo bisinissi del traffico clandestino di africani, l'attività di deportazione di esseri umani nota come "salvare vite umane nel Canale di Sicilia". Una favoletta alla quale non crede più nessuno grazie all'opera pionieristica di monitoraggio dei movimenti delle navi nel Mediterraneo iniziata con lo storico video da Gefira poi continuata da alcuni blogger (inclusa modestamente la sottoscritta) e giornalisti senza sciocchi pudori nei confronti della verità, che hanno ripreso da diversi mesi la storia e lo scandalo annesso divulgandoli sempre più capillarmente. 


Ormai una delle attività più condivise sui social e che chiunque può fare grazie a siti come Marine Traffic,  è la redazione del bollettino quotidiano dei negrieri naviganti. Per un aggiornamento preciso e puntuale delle ultime novità scafiste potete fare riferimento su Twitter alla meritoria opera di James the Bond.

Ricapitolando per chi si fosse messo in ascolto solo in questo momento. I movimenti tracciati dai trasponder di alcune navi nel Mediterraneo, soprattutto di imbarcazioni di cosiddette ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste), mostrano un'attività assai sospetta di traghettamento compulsivo di clandestini dalla prossimità ed addirittura dalle stesse acque territoriali libiche fino ai porti italiani di Sicilia, Calabria e Sardegna. Queste navi vagano per giorni in perlustrazione o stazionano nei luoghi dove si affollano i gommoni nuovi di pacca degli scafisti e, una volta imbarcato il loro carico umano, dopo aver fatto scalo a Malta, in teoria il primo approdo utile secondo Dublino, lo portano invece fino in Italia, spesso con l'ausilio di preventive telefonate alle capitanerie di porto italiane che si recano appositamente in loco, ben oltre il Canale di Sicilia, per fornire supporto, come testimoniato da telefonate intercettate e dichiarazioni spontanee di personaggi legati alle ONG. 
Ormai le navi negriere le conosciamo tutti: Iuventa, Siem Pilot, Aquarius, Golfo Azzurro, Vos Hestia, Sea Eye. Navi tedesche e norvegesi che ci appoggiano migliaia di africani invece di portarseli a casa propria, ma anche appartenenti a personaggi come i Catrambone in odore di frequentazione con agenzie di mercenari, e finanziate ovviamente sempre e solo da fantomatici "volontari" della società civile. I soliti gatti e volpi che non lavorano per il vile interesse ma unicamente per arricchire gli altri. Si, e io sono la figlia maggiore di Mubarak. Addirittura sembra che navi normalmente adibite all'appoggio alle piattaforme petrolifere partecipino al gioco, ipotizzando la realizzazione della versione attuale di quel vecchio progettino "Oil for migrants" di cui si parla in "Eurabia" di Bat Ye'or.
Non è difficile vedere in questo losco traffico di esseri umani (alcuni dei clandestini raccontano di essere stati praticamente imbarcati a forza sulle scialuppe in Libia non prima di essere stati depredati dei propri risparmi e sottoposti a sevizie) la solita merda profumata buonista a mo' di glassa di copertura che è ben rappresentata da questa putrescente rassegna Vinculpop.


Ci sono tutti: Sua Santità Scafista I, il fuck checking di Repubblica, l'indisponenta Boldrini e l'immancabile ormai disgustoso Roveto Ardente nella parte di sé stesso e con grufolata finale nella pedopropaganda. Che gente di merda che non si accorge che i ghanesi sono già le loro briosche.

Il Procuratore Zuccaro ha aperto un'inchiesta sull'attività delle ONG (Organizzazioni Negriere Globaliste), sospettate di non salvare affatto persone in casuale difficoltà ma di agire in combutta con autorità di vari stati - inclusa la nostra Marina - e, peggio ancora, con organizzazioni di scafisti e trafficanti di uomini nell'ambito del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In questo articolo di Altalex è spiegata molto bene, anche per non legulei, la fattispecie del reato, che è molto chiaro soprattutto circa le circostante aggravanti che prevede:

fonte: "Il delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina alla luce della L.189/02.
di Pierpaolo Zaccaria 03/02/2004

Il procuratore, che si avvarrebbe anche di informazioni passategli da diversi servizi stranieri e anche italiani, sospetta che le navi operino nel quadro di un'organizzazione molto ben studiata e finanziata. Da chi? Dai soliti, immagino. Dal ragionier Soros, lo Spinelli (nel senso berlusconiano) del NWO, alla UE, dagli schiavisti islamici con secoli di esperienza da vantare al Palazzo di Vetro voglioso di rimpiazzare gli europei con popolazioni incompatibili con la civiltà europea.   Non solo, Zuccaro ipotizza anche un danno materiale per l'Italia, dovuto all'alto costo che è costretta a sobbarcarsi per l'arrivo di migliaia di nullafacenti e nullapotentifare e configura persino la volontarietà del danno, commesso a scopo di destabilizzazione. Una interpretazione assai coerente con la famosa ipotesi dell'"arma di migrazione di massa".
Sull'aggravante dell'arricchimento, quando qualche notorio mariuolo autoctono confessò che "con i migranti si fanno più soldi che con la cocaina" prendemmo coscienza del fatto incontrovertibile che l'amore sviscerato delle Coop busone per gli africani non era disinteressato. Se dovessimo fare una botta di conti,  a 15.000 euro a cranio come prevede la sanzione, per migliaia di arrivi... qualche casetta per i terremotati perfino in muratura ci scapperebbe fuori.

Loro non lo sanno, i miracolati di Mani Pulite, ma basterebbe un battito di ali di farfalla a Langley, un improvviso cambio di programma o l'infatuazione per un nuovo procacciatore di affari, per vedersi scatenare contro non solo i coscienziosi procuratori che non possono non indagare su un reato ormai commesso così platealmente e spudoratamente alla luce del sole ma legioni di altri magistrati, che non mancherebbero di aggiungere al conto anche gli arretrati dovuti e maturati dai "salvati" fin dal 1992. 

Guardate la foto. E' ovvio che faccia paura. Vi meravigliate che i servizi stranieri passino le intercettazioni ad un magistrato italiano quando queste barconate di soldatoni tutti in divisa con lo stesso giubbotto, in posa a pochi metri dalla spiaggia per la foto ricordo, arrivano ormai ogni giorno trasportati da navi sempre più grandi e per giunta con in sottofondo la presaperilculo del "salvati dalle acque"? "Rifugiati", li definisce l'ineffabile tedesco di questo articolo. Già, anche gli ebrei venivano mandati in gita premio in Polonia.



Zuccaro ha bisogno del nostro appoggio perché faranno di tutto per delegittimarlo e non con un paio di calzini azzurri. E' così improbabile, ad esempio, che nel bisinissi, in questo Sbarco in Sicilia 2.0 non sia coinvolta, come nella prima release, la Mafia? Già la politica gli sta caricando a molla contro il CSM e i media praticano la santificazione delle ONG come dogma equivalente alla verginità della Madonna.
Fate bene attenzione a chi in questi giorni, che siano pennivendoli a libro paga, volonterosi angeli sterminatori del proprio popolo o altra feccia,  difenderà i vari Medici senza Vergogna e compagnia bella, pronunciando la fatidica frase: "Non vi sono le prove". E' ciò che dice sempre il colpevole in tutti i telefilm polizieschi.

mercoledì 26 aprile 2017

Lolito', fuoco dei miei lombi



Con Emmanuel Macron (d'ora in poi Lolito, con l'accento sulla o) è stato mistaisulcazzo a prima vista.
In primis perché anche a occhio nudo è una delle più mostruose nullità impastate con acqua e fango tossico e animate in una notte di tempesta dal fetido fiato dell'élite. Non per niente il suo Dottor Frankenstin è Jacques Attali (con l'accento sulla i) ovvero colui che scrisse queste parole nel 1981 (merci, madame Benevolence):


By the way, la dolce mogliettina di Emmanuel(le), Brigitte Trogneaux, ha 64 anni, quindi immagino che tra un anno, secondo le disposizioni di mastro Attali, sarà già da iniezione letale. No, dite che tutto ciò per l'élite non conta? Ovvio. Conta solo per i vecchiacci autoctoni facenti parte del popolaccio infame. Quelli stessi che, sempre Attalì, definì correttamente "plebaglia".

La storia del momento, che fa squirtare le parrucchiere dei media, tra Brigitte ed Emmanuel(le) è così francese, nel senso di cinema francese anni settanta, che di più non si poteva. Lui studentello quindicenne (diconsi 15) si innamora della professoressa di 40 (diconsi quaranta), sposata e con tre marmocchi. Manca il finale tragico alla André Cayatte di "Morire d'amore" (1971), storia d'amour fou e riprovazione sociale tra prof e allievo, perché i due piccioncini d'alto bordo possono, soprattutto lei, e quindi i due vivranno felici e contenti. Si sposano però solo nel 2007 dopo lungo concubinaggio. 

Il doppiomoralismo star di questi dannati tempi è una cosa spaventosa. 
Ancora oggi nei puritani Stati Uniti le maestre proletarie che fanno il dai e vai con gli allievi sono costrette a fuggire dallo stato inseguite dall'FBI come pedofile, non prima di essere additate al pubblico ludibrio come corruttrici di minore. In quel caso la pervertita Brigitte, cedendo alla propria lussuria, avrebbe adescato l'ingenuo virgulto cogliendone le acerbe grazie approfittando del suo ruolo di insegnante e il caso sarebbe finito nella categoria del true crime.
Ma per Bibi e Lolito, che vivono nel mondo dell'élite, ovvero nella singolarità dove le leggi della fisica conosciuta non valgono, nessuno parla di pedofilia che, immagino, si fosse trattato della situazione inversa e non politicamente corretta, sarebbe scattata a media unificati come una tagliola in zona di bracconaggio delle volpi. 
Penso non solo a Marine Le Pen che avesse osato presentarsi con un marito toy boy ma ad un qualunque politico maschio che avesse avuto in anamnesi lo spulzellamento dell'allieva quindicenne. Perché, vi ricordate quanto ce li hanno sbriciolati con le Olgettine? 

I maligni dicono che l'olgettino Macron in realtà sarebbe gaio e Brigitte una ricca moglie di copertura ma questo, nella singolarità, farebbe solo punteggio.
Siccome l'inquantodonnismo, nelle elezioni francesi, è proibito e nessuna femminista può esultare per lo storico risultato in termini di voti ottenuti da Marine, fino a prova contraria donna, si preferisce puntare sul primo presidente inquantotoyboyforsegay.

Naturalmente Emmanuel Lolito Macron non è odioso per i suoi fattacci privati ma per il suo essere un pupattolo a molla viziato, mandato a berciare sul palco e, speriamo di no, a far ulteriori danni all'Eliseo dai Rothschild dopo averne fatti a iosa come ministro dell'economia di  Hollande. La sua storia personale può solo far capire come vengano selezionati, con i loro bei prerequisiti di ricattabilità, tutti i burattini dell'élite. Questo ennesimo neo cretinetti alla Alberto Nardi, della razza dei Varoufakiscicisbeo e petulante, è odioso perché è il cavallo dell'élite eurofila mandato ad azzopparsi contro la concretezza di Marine Le Pen, ben sapendo che sarà fatto vincere lo stesso anche con i garretti sbriciolati. 
Spero con tutto il cuore che Dezzani abbia ragione e si avveri il paradosso di Condorcet ma la posta in gioco di quei bastardi, lo sappiamo, è troppo grossa. Troppi close tie nei sondaggi, la sinistra infame pronta ad offrire il culo come sempre, la destra che, nonostante soffra infinitamente meno dell'appartenenza di gregge, non è detto avrà il riflesso del vomito dovendo ingoiare "l'assoluta indecenza del Fronte Repubblicano", come scrive Jacques Sapir.

La scelta il 7 maggio dovrebbe essere elementare, come bere un bicchier d'acqua. Perché è tra la borsa e la vita. Fossi francese voterei Le Pen anche se si trattasse di suo padre.

lunedì 24 aprile 2017

Brucia meglio un populista o un antivaccinista?



Non scrivo molto in questo periodo. Ormai ho il vomito nei confronti di questa guerra mondiale permanente che ci offre sempre gli stessi argomenti, sui quali tocca ripetere in loop gli stessi concetti fino appunto alla nausea ed all'insofferenza crescente che costringe a rifugiarsi nella concretezza stordente del tran tran da vita reale. 
Ogni tanto mi lego all'albero maestro come Ulisse e oso ascoltare le sirene della propaganda, limitandomi ai TG meno tossici - comunque una bella gara trovarli - come il TG5. Mi lego solo per eccesso di precauzione, ma ormai potrei tranquillamente affrontare le sirene a mani nude, tanto le conosco bene, le mascherine.
Potete farvi legare anche voi, se volete, ma vi consiglio di riempire prima di cera le orecchie dei piddini che potreste avere accanto.

Nonostante il crampo del blogger, ogni tanto c'è ancora qualcosa che mi stimola l'indignazione scritta. 
Immagino cosa possano aver detto i vari Sky, Raifakenews24, TG unduettrè e Telementana se il TG5 - la meno peggio tra le sirene, appunto - ha definito "infedele" l'infermiera che avrebbe fatto finta di vaccinare i bambini gettando via le fiale, commettendo un crimine peggiore, immagino, di quello delle colleghe che negli anni del nazismo iniettavano il Luminal ai piccoli handicappati tedeschi per eliminarli o li lasciavano morire di fame nelle apposite cliniche del progetto Aktion T4, come richiesto dal regime. 
Infedele. Un termine antiscientifico perché religioso. Eppure l'antiscientifico, secondo loro, è colui che osa mettere in dubbio l'innocuità del vaccino proprio perché applica il principio scientifico dell'impossibilità della certezza ma solo della misura della probabilità. Innocuità del vaccino ma anche sua indispensabilità ed indiscutibilità che sono oggi di fatto un dogma (che pertiene al sacro, e che quindi è antiscientifico). 

L'ordine dei medici  - ma chiamiamolo piuttosto clero medico, à la Preve - radia dall'albo il dott. Gava e le iene dell'informazione si gettano a grufolare sull'eretico come i popolacci rinascimentali si affollavano nelle piazze per guardare e odorare da vicino i disgraziati smembrati e gettati in pasto ai maiali. "Medico antivaccinista", lo chiamano, incitando la folla come fanno anche contro nazionalisti e populisti - guarda caso categorie impegnate nella difesa della libertà personale - e chissà chi tra loro brucerebbe meglio sulle loro pire? 
Si vede che il contatto fisico e la frequentazione contronatura con gli esotici fondamentalisti della terra piatta cominciano già a dare i loro frutti velenosi.


Alzi la mano chi, leggendo questo titolo da Malleus Maleficarum della nemesi da Neo-Inquisizione medica, non cade nel tranello di leggere Isis invece di Iss (Istituto Superiore di Sanità), aiutato anche da quel "paladino" che evoca inevitabilmente i saraceni.

C'è proprio da andare orgogliosi di una cosiddetta medicina che da decenni non riesce più a debellare una malattia ma solo a crearne di inesistenti, per aumentare il profitto fine a sé stesso di un'industria vogliosa ormai solo di moltiplicare e fidelizzare a vita pazienti cronici, e che, per far ciò, si è fatta religione e Chiesa. Con i suoi papi Bafometti come quelli veri a proclamare eretiche bestemmie e i difensori dell'ortodossia dei sacri protocolli obbligatori ad inquadrarsi volonterosamente ancora una volta nel Lato Oscuro che periodicamente seduce la categoria e la rende perfetta comprimaria dei peggiori totalitarismi. Tra parentesi, a Norimberga e a Tokio ebbero processi appositamente dedicati ai loro delitti, le vergogne di Tuskegee e del dr. Cameron non sono mai state dimenticate, ma ancora tocca sentire un'infame giannizzero europeo a libro paga di chissà quale fogna di profitto farmaceutico dire che "dovremmo vergognarci" a mettere in dubbio il sacro vaccino. Neanche fosse il sangue sacro e taumaturgico di Nostro Signore.

Nessuna meraviglia, in questo contesto oscurantista da salassi e cerusici, da panacee e pozioni magiche, che stiano ritornando le malattie antiche e già debellate dal progresso, come ogni regressione al passato, del resto, comporta. Dopo la tubercolosi, le meningiti e malattie infettive varie che proliferano grazie alla mescolanza scriteriata, nei grandi numeri e senza protezione di popolazioni e sistemi immunitari molto diversi e in pessime condizioni igieniche e crescente povertà generalizzata, ci manca solo la pestilenza, la pandemia per la quale, nonostante i proclami mendaci di BigPharma e dei suoi sacerdoti, non potrebbe mai, per questioni di soldi, esserci vaccino per tutti.

Non esistono medici antivaccinisti ma solo medici che si chiedono come mai per i vaccini non valgano tutte le modalità di controllo sulla sicurezza che valgono per il normale antistaminico o antidolorifico. Come mai i vaccini debbano essere somministrati non singolarmente ma in combinazione fino a sei e più in un'unica soluzione, quando è noto come l'associazione farmacologica di diversi principi attivi sia sconsigliabile in quando moltiplica gli eventuali effetti collaterali.
Come mai, infine, non si riesca a tutt'oggi a compiere un'indagine seria e obiettiva sul fenomeno sempre più frequente della comparsa nei bambini dei sintomi della sindrome autistica  in concomitanza con la somministrazione dei vaccini combinati. Invece di promuovere una ricerca che escluda la correlazione, si gettano nelle segrete e si torturano coloro che osano sollevare la questione.
Segno, questo, inequivocabile, della volontà di considerare il vaccino non un farmaco qualunque ma un oggetto sacro, un totem, forse un mezzo. 
Bill Gates, colui che è da tener d'occhio perché più pericoloso di Soros, che in confronto è Santa Claus, vaneggia e vagheggia continuamente di pandemie mortali future da combattere con i vaccini. Diffidate sempre di coloro che vi prefigurano esattamente il futuro, visto che nessuno può sapere cosa accadrà a meno che non stia operando per farla accadere.

Il presunto antivaccinismo è in realtà la preoccupazione che il dogma della panacea nasconda una concreta minaccia alla libertà. Sorpresi?
Se discutete con un membro del clero medico di vaccini, egli vi sbatterà in faccia l'ìmmunità di gregge, ovvero la necessità che tu ti vaccini per il bene degli altri, del popolo. Gregge che, ovviamente, non viene inteso come in passato come composto da individui immunizzati naturalmente e permanentemente dal fatto di aver già contratto la malattia infettiva, ma solo da individui vaccinati. I quali, purtroppo per i tonaconi del clero, non sono coperti dallo stesso tipo di immunità perché, colpo di scena, spesso il vaccino non copre affatto o cessa di coprire dopo qualche tempo. 
Non temete, non sono idee mie o di medici antivaccinisti brutti, ma nozioni che mi furono insegnate all'università una ventina di anni fa, quando ancora si poteva parlare. Oggi probabilmente il luminare bolognese di scienza della riproduzione che ci tenne una lezione sull'inutilità della vaccinazione antirosolia su bambine di otto anni per prevenire danni che riguarderanno le loro future gravidanze a 10-15 anni di distanza, verrebbe bruciato in Piazza Maggiore.
Vaccinarsi per il bene del popolo, ovvero del gregge. Non è un caso che l'animale prescelto per la metafora sia la pecora e che le due regioni più accanite sulla vaccinazione obbligatoria ai fini di poter accedere agli asili nido siano Emilia Romagna e Toscana. Ovvero la deep Piddinia dell'appartenenza di gregge.

Cosa comporta il bene comune, ovvero l'obbligo dell'assunzione del rischio personale? Comporta la negazione della libertà individuale, senza la quale non vi è affatto e non vi può essere libertà. Per questo stesso principio, ossia la negazione della libertà individuale, un domani potranno somministrarvi qualunque sostanza, non solo il vaccino, potranno tatuarvi o microchipparvi come i cani per controllare quanti secondi effettivi avete lavorato, e non potrete rifiutarvi. 
Ah, naturalmente, siccome godete di diritticivili grazie ai radicali liberisti potrete farvi fare un'iniezione letale da un amico.
Per il bene della collettività, ovvero di un'entità astratta, si potrà fare il male di un singolo individuo di carne e ossa, come si è sempre fatto in tutte le dittature. Questa è la dittatura dell'élite, certo, ma il collettivismo ovino è il mezzo con il quale è riuscita, per affinità elettive, a far innamorare le sinistre mondiali e ad asservirle, in modalità 50 sfumature, ai suoi voleri. 
Continuate a non capire questo concetto fondamentale, a fingere di essere liberi a firmare per lo ius soli (loro) assieme all'eutanasia (vostra) e rimanete pure pecore in attesa del lupo che vi si mangi.

Vi segnalo, per chiudere, questo splendido articolo di Fulvio Grimaldi, uno dei pochi giornalisti che meritino ancora di essere rispettati al mondo, con il quale si può non essere d'accordo su tutto ma che, con la sua ribalda tenacia a far notare e raccontare la realtà dei fatti, non può che essermi caro. Anche l'articolo di Fulvio tratta dell'argomento sacro vaccino e di altri, come la famigerata Primula Russa, che per me è l'affabulazione da appendice attorno ad una bella esercitazione come quella che vi fu dopo Charlie in Francia, con lo spiegamento di forze e e i Robocop con i pennacchi e con le armi. Gli stessi che quando ce n'è bisogno non ci sono mai. 

venerdì 31 marzo 2017

Parte II - Fuga dall'euroReich millenario. From London with love, Theresa



"Siamo legati all'Europa ma non inclusi in essa; vi siamo interessati ed associati ma non ce ne consideriamo assorbiti." 
Winston Churchill

Per chi pensasse che la Brexit sia il risultato di un'improvvisa psicosi collettiva dei britannici - o per meglio dire degli inglesi, visto che gli scozzesi, come al solito, fanno i bastian contrari - andremo qui a dimostrare che le istanze alla base di questa storica decisione provengono dai fondamenti della rule of law del Regno Unito, e che non si tratta altro che della volontà di riappropriarsi di una cosa meravigliosa: la LIBERTA'. Qualcosa che tutti i paesi europei dovrebbero volere e fortissimamente volere.

Ciò che Theresa May sta firmando è una lettera indirizzata agli euroburosauri che inizia così:

"Caro presidente Tusk,
Il 23 giugno dell'anno scorso, il popolo del Regno Unito votò per l'uscita dall'Unione Europea. Come ho già detto in precedenza, questa decisione non rappresenta il rifiuto dei valori che, come europei, condividiamo, e nemmeno la volontà di danneggiare l'Unione Europea o i suoi stati membri rimanenti.  Al contrario, il Regno Unito desidera che l'Unione Europea prosperi nel successo.
Il referendum, quindi, fu un voto per ripristinare, per come noi la intendiamo, la nostra sovranità nazionale. Lasciamo l'Unione Europea ma non l'Europa, e desideriamo rimanere alleati e partner leali nei confronti dei nostri amici nel continente.
[...] Oggi quindi Le scrivo per dare effetto alla decisione democratica del popolo del Regno Unito. Con la presente notifico il Consiglio Europeo, in accordo con l'articolo 50 del Trattato sull'Unione Europea, della volontà del Regno Unito di ritirarsi dall'Unione Europea."
Capito? Più avanti, come titolo di uno dei paragrafi nei quali è suddivisa la lettera, Theresa scrive: "We should always put our citizens first." Ovvero: "Prima i nostri cittadini". Leghismo? Salvinismo? Una botta di Trumpismo? No, è solo ciò che una volta, e nemmeno tanto tempo fa, era semplice normalità, buonsenso, atteggiamento da buon padre di famiglia. Mica come i padri pedofili e assassini che tifano per il nemico e ce lo impongono come fratello obbligatorio, trattandolo per giunta come prediletto.

La strada che ha portato a questo passo ufficiale di Londra è stata lunga e non nasce, come scrivevo all'inizio, da un capriccio. La frase citata di Churchill era già indicativa di uno stato d'animo, di una volontà di partecipare volentieri alle questioni europee ma mantenendo rigorosamente la propria indipendenza. Indipendenza che gli euroburosauri del cetriolo e della vongola fuori misura, programmati secondo i desiderata del mercantilismo tedesco, non riescono nemmeno a concepire. Immagino che lo spiritato Tusk avrà dovuto leggersi e rileggersi la lettera di Theresa più volte, prima di riuscire a decifrarne un decimo del senso, mancandogli l'apposita stele di Rosetta mentale. Chi nasce servo non può morire libero.

Gli inglesi lo hanno sempre saputo che il Regno Unito avrebbe sempre rapprensentato il principale ostacolo ad un'Europa a trazione tedesca. E, inevitabilmente, ogniqualvolta la Germania ci prova, a sottomettere il resto d'Europa, il Regno Unito è chiamato a rappresentare e difendere i valori di libertà e democrazia messi in pericolo.
Questo video del 2008, intitolato "Il vero volto dell'Unione Europea" e presentato da "The Campaign for truth in Europe", è un ottimo riassunto dei motivi classici che spiegano l'insofferenza britannica verso Leuropa "tedesca" e che si sono infine concretizzati nella Brexit.


Ciò che ha sempre infastidito gli inglesi è la pretesa del sistema legale UE di sostituirsi alle norme giuridiche nazionali. Di conseguenza, lamentano, l'80% delle leggi che passano per la Camera dei Comuni non sono altro che ratifiche di leggi europee che finiscono per regolamentare al 100% settori come questi: ambiente, pesca, agricoltura, commercio. Se la UE decide di limitare l'utilizzo di un certo tipo di prodotti, come ad esempio quelli delle terapie naturali, il paese membro deve assoggettarsi al diktat, magari danneggiando un settore nel quale il proprio paese è all'avanguardia. 

Per giunta, queste leggi europee vengono votate dai membri della Commissione Europea (non dal Parlamento Europeo, come si crede) ovvero da persone che, in pochi minuti, e senza nemmeno avere il tempo di leggerne il contenuto, sono obbligate ad "eseguire gli ordini" contenuti nelle apposite istruzioni di voto. "Vota si", oppure "vota no". Protetti comunque dalla totale immunità verso le conseguenze dei propri atti, dal fatto di non dover rendere conto a nessuno e di essere inamovibili.
Per cui, l'appartenenza alla UE significa entrare in un nuovo ordine legale ed accettare un nuovo stile di vita (magari quello del migrante) che può non essere consono alle proprie esigenze nazionali. 

Le leggi europee sovrastano i poteri costituzionali. La sovranità che oggi il Regno Unito rivendica, fu perduta, sostengono nel filmato, nell'ormai lontano 1972. 
Il costituzionalista John Bingley spiega quali siano le basi della rule of law britannica. 
"Il potere spetta al sovrano e il sovrano, grazie al giuramento che sancisce il suo patto con il popolo, lo rimette al popolo. Nessun potere politico può infrangere il patto tra il sovrano e il popolo. Di conseguenza, nessun governo può, perfino su eventuale mandato del popolo, trasferire temporaneamente o definitivamente il potere ad uno stato straniero che non sia sottoposto al sovrano e non sia stato eletto dal popolo."
Se non vi fossero stati dei traditori anche nel Regno Unito, il discorso sarebbe già stato chiuso in partenza.

Dal punto di vista del sistema giuridico, quello imposto dall'Unione Europea stravolge completamente il senso del sistema legale britannico. Alcuni dei suoi principi fondamentali verrebbero da esso superati.
Ad esempio il "trial by jury", ovvero il diritto ad essere giudicati da una giuria popolare. L'Habeas Corpus - che impedisce la detenzione preventiva e l'arresto senza motivazione. Il non poter essere giudicati due volte per lo stesso reato e l'impedimento per la giuria di conoscere le esistenti precedenti condanne di un imputato. In definitiva, per la legge europea, sparisce il principio dell'innocenza fino a prova contraria. Se il cittadino britannico gode di libertà piena nel rispetto delle leggi vigenti, il cittadino europeo gode dei diritti che vengono a lui concessi. Ciò, secondo il parere dei giuristi britannici, costituisce il cavallo di Troia del totalitarismo.
Del resto, basta analizzare come è cambiata nel tempo la denominazione della "cosa" europea - all'inizio "comunità economica europea", poi "comunità europea" e infine "unione europea" - per svelarne il senso profondo più affine alla dittatura che alla democrazia.

Un altro svantaggio non da poco dell'appartenenza alla UE, sostengono gli inglesi, è il fatto di dover perdere il controllo sulla difesa e la politica estera. Immaginate cosa può combinare  ai danni del proprio popolo un governo collaborazionista con un'entità straniera. Non dovete andare tanto lontano, basta che vi guardiate attorno. Bisogna mettersi nei panni dei fieri cittadini di Sua Maestà per immaginare l'oltraggio di dover essere comandati da un generale francese o tedesco. Per il fatto elementare che costoro farebbero di certo solo gli interessi dei loro popoli o, peggio, di innominate ed innominabili entità sovranazionali.
Tra parentesi, l'ultimo film di James Bond, "Spectre", alludeva pesantemente proprio ad una possibile unificazione delle intelligence globali sotto un "nuovo ordine" e l'intera avventura di 007 consisteva nel cercare di sventare questo piano diabolico che avrebbe finito per cancellare l'MI6 e l'indipendenza del Regno Unito. Che fa, marchese, allude?

Dal punto di vista economico, si ricorda che già l'entrata del Regno Unito nell'ERM portò alla peggiore recessione in 60 anni, al raddoppio della disoccupazione e ad una perdita colossale di ricchezza nazionale. Un profetico Nigel Farage ci ricorda che "il rischio dell'euro è di affondare assieme alla UE senza che i politici possano farci nulla".
Se sei dentro e le forze armate sono sotto controlo UE e le tue riserve auree sono in mano alla BCE, come fai a liberarti dalla morsa? Ha senso che un continente appena liberatosi del tallone di ferro dell'URSS desideri far parte di qualcosa di assai simile?

La lettera di Theresa al truce Tusk è il primo passo verso la riconquista della sovranità del suo popolo e forse di quelli dell'intera Europa. Alla Torre di Babele staranno giustificando questa sconfitta con il fatto che, dopo tutto, gli inglesi da sempre non fanno società con nessuno e tutto sommato si potrà anche continuare senza di loro. Diverso sarebbe il discorso se una lettera dal medesimo tono dovesse arrivare a Tusk da Parigi. La Francia è stata l'artefice, assieme alla Germania, dell'infausto progetto e una sua uscita potrebbe veramente significare la spinta definitiva alla nave verso il baratro. Beh, ce ne faremmo una ragione.



mercoledì 29 marzo 2017

Festeggiare l'euroReich millenario? Parte I - Bandiere azzurre da Roma


Non si sa bene che cosa abbiano festeggiato in quel di Roma, ideale capitale del Califfato secondo i proclami dello stato islamico (vedi sotto), i nostri euroburosauri, guidati dalla Führerona in giacca bianca - prima scelta cromatica dei tedeschi per le grandi occasioni - e da tutto il suo circo equestre; con il premier eurogaio accompagnato dal marito, l'euroembriacone che ormai vede gli scarrafoni populisti camminare sui muri e i soliti eurovalletti nostrani a far da dozzinale eurotappezzeria.
Si vedeva che "La Signora Germania" (it's alive!!) si sentiva in visita dai parenti poveri. Anzi, impoveriti, di scarto, come l'uranio da trasformare in proiettili. Ha skafoneggiato allegramente durante la cerimonia ufficiale, allontanandosi per i kazzi suoi mentre parlava il pur sempre sindaco Raggi (forse per leggere l'SMS con la notifica della cartella di EquiUSA per le spese NATO) e ha mantenuto sempre quell'odioso atteggiamento di uberallismo politico-economico che qualche ingenuo si era illuso che i tedeschi avessero accantonato per sempre e che invece, non avendo ahimè ricevuto il trattamento "alla giapponese", sono stati messi in condizione di poter risfoderare al momento opportuno, ovvero fin dal primissimo dopoguerra. La volontà da parte delle potenze vincitrici di mantenere un certo core nazista in Europa in funzione solo apparentemente antisovietica, in realtà puramente antidemocratica nel senso più pieno del termine, lo stiamo pagando caro.

Ma dove l'avevo già vista la giacca bianca? Ah, ecco.
Giacca bianca e pantalone nero. Come sei cattiva - diranno - che c'entrano i nazisti? Che oltraggio! Leuropa ci ha salvato dai NAZI-onalismi e grazie ad essa abbiamo avuto ben 70 anni di pace!
I nazi c'entrano, c'entrano eccome. E per colpa loro non siamo in pace ma in guerra; lo dimostra il senso di umanità che stiamo perdendo ogni giorno di più e che sarà difficile se non impossibile recuperare, come dice il mio amico Federico. Questa sensazione di stare di nuovo nel grande esperimento "come si diventa nazisti" lo si deve al fatto che il grande progettone europeo pare proprio la continuazione del Reich Millenario solo temporaneamente accantonato sotto le bombe alleate e poi di nuovo affidato alle sapienti mani che lo avevano gestito negli anni 30-40. Forse nel 1957 ci sarebbe stato bene un cartello: "Riprendiamo le trasmissioni scusandoci per l'interruzione." 

I britannici, con tutti i loro difetti e doppiezze, hanno un fiuto particolare per riconoscere le derive nazistoidi e ci offrono sempre ottimi spunti di riflessione sul valore della democrazia. Quella liberaldemocratica, lo so, ma è l'unica e la migliore che abbiamo potuto trovare.
La Brexit, firmata da Elisabetta e Theresa, viene venduta dal ministero dell'europropaganda come un atto di mera insubordinazione, mentre invece si tratta del tentativo di salvare la sovranità nazionale e la democrazia rappresentativa, in un momento in cui il "tireremo diritto" dei tedeschi ci fa sperare di risentire le note di "In the Mood" e, soprattutto, "Kalinka". Solo che, questa volta, potrebbe essere sushi per tutti, invasori compresi.

Rodney Atkinson è il fratello maggiore di Rowan, il celebre Mr. Bean. Non lo conoscete perché è considerato un eretico che parla male de Leuropa e perciò lo si può incontrare solo nelle dark room dei media alternativi. Mi è immediatamente divenuto simpatico dopo averne letto la character assassination sul "Guardian"il solito giornale bigotto desinistra che usa il mezzuccio del razzismo per denigrare chi non la pensa nell'unico modo accettato. Tra parentesi, Mandela firmò veramente il patto con il diavolo, accettando di mantenere e concentrare il potere economico nelle mani dell'1% di ultra-elite bianca in cambio del potere assoluto per l'ANC e la licenza di vendetta razziale sulle classi medie bianche sudafricane. Lo ha scritto anche Naomi Klein, che non è certo populista. In pratica qualcosa di assai simile a ciò che hanno fatto tutte le sinistre post-ottantanoviste del mondo per sopravvivere in regime di shock economy e ultraliberismo hardcore. Ovvero vendere le rispettive classi operaie e classi medie ex operaie evolutesi grazie al capitalismo keynesiano per ottenere la gestione del Potere in subappalto e praticamente in esclusiva. Si è sempre i piddini di qualcuno.
Chiusa la parentesi, Atkinson fu esponente dello UKIP prima di litigare con Nigel Farage, è un ex consigliere politico ministeriale ed è autore di libri assai critici sull'Unione Europea. Citò per omissione di denuncia di tradimento i ministri Francis Maude e Douglas Hurd che firmarono il Trattato di Maastricht. Un bel tipetto agguerrito, insomma.
Nel 2008 pronunciò, nel corso di un incontro pubblico alla Camera dei Lords, il seguente discorso, nel quale si possono trovare spunti interessanti.
"C'è stato un golpe contro il popolo britannico e quelli degli stati-nazione d'Europa che furono liberati dal fascismo nel 1945 e dal comunismo nel 1989, ed è stato un golpe contro la sovranità degli elettori, ovvero contro la pura definizione di democrazia. Coloro che si prefissero di distruggere la sovranità democratica sapevano che non vi sarebbero riusciti se avessero svelato le loro vere intenzioni e sapevano anche che non avrebbero potuto attuarle utilizzando il normale sistema democratico. Agirono quindi nel back office e attraverso organismi sovranazionali, instaurando nell'Unione Europea uno stato corporativo burocratico talmente monolitico e gigantesco da intimidire, silenziare e ridurre all'impotenza le istituzioni periferiche che avrebbero dovuto essere inglobate nel progetto.
I piani per questo processo essenzialmente reazionario furono delineati, tra gli altri, da molte personalità nazi-fasciste sopravvissute alla seconda guerra mondiale, e realizzati nell'odierna Unione Europea. Il fatto che molti costruttori dell'Europa abbiano agito in buona fede e con ottime intenzioni non toglie il fatto che essi abbiano tratto ispirazione dagli odiati regimi del passato fascista ed abbiano creato le loro strutture sulle ceneri della democrazia degli stati nazionali, esattamente in assonanza con i piani fascisti che credevano di avere sconfitto.
Ora che il completamento del loro progetto segreto di trasformare gli stati-nazione europei in un gigantesco impero corporativistico è imminente, i nuovi dittatori si sono fatti più audaci. Ora possono agire come se i votanti non esistessero, visto che sanno che i votanti non hanno più potere. Sebbene la Costituzione Europea sia stata comprensibilmente rigettata dai popoli di Francia e Olanda, essa è stata reintrodotta nella forma del cosiddetto "Trattato di Lisbona" e i governi della UE sono stati intimiditi al fine di non tener conto dei risultati dei referenda votati dai loro popoli. Dopo aver bloccato i referenda, la Commissione Europea si permette la spudoratezza di lanciare una nuova iniziativa chiamata "Dibattere l'Europa: Dare voce ai cittadini".  E ciò dopo che il 95% degli stati membri dell'Unione Europea negò ai suoi cittadini il diritto di votare sulla perdita massiva di diritti democratici insita nel Trattato di Lisbona. Non ci dobbiamo meravigliare del fatto che, secondo i sondaggi dell'Eurobarometro, solo il 50% dei popoli della UE approvi l'istituzione.
Ancora più disgraziatamente, gli irlandesi potrebbero aver cambiato idea sul trattato di Lisbona a causa dei timori circa il collasso della propria economia, a causa dello sfruttamento finanzario delle loro banche da parte della Germania e dell'appartenenza all'euro, che impedisce all'Irlanda di poter controllare, in caso di recessione, il proprio tasso di cambio e di interessi.
Il Trattato di Lisbona ha creato una nuova entità nazionale alla quale gli stati membri sono sottomessi. Ciò rende le modifiche costituzionali possibili perfino senza la loro consultazione.  Esso elimina il principio fondante del libero mercato e della libera concorrenza.  Allo stesso tempo bandisce e reintroduce la pena di morte per rivolte e tumulti, permette la restrizione di diritti e libertà al fine di servire gli interessi dell'Unione Europea e permette alle forze armate UE di occupare qualunque paese membro.
Gli irlandesi, distrutti dall'euro e sottoposti a pressioni intollerabili, hanno votato "si"a tutto ciò. L'unione Europea ora sa che tutto ciò che deve fare per cancellare le costituzioni degli stati membri, è distruggere prima di tutto le loro economie. Gli elettori, allora, spaventati, capitoleranno."
Secondo Atkinson, ma è il parere condiviso da altri studiosi e storici liberali come John Laughland, che ne parla nel suo inspiegabilmente mai tradotto in italiano "The Tainted Source. The Undemocratic Origins of the European Idea", il meccanismo di funzionamento dell'Unione Europea è basato sui piani nazisti di "unione economica europea" del 1941 e pubblicati nel 1942. Il fatto che in quell'anno sia stata anche, dagli stessi soggetti, delineata la Endlosung, ovvero la "soluzione finale", costituisce una coincidenza agghiacciante.

Gli indizi sulla matrice nazista della UE si possono ritrovare periodicamente, secondo Atkinson, nel comportamento tenuto da Leuropa durante alcune crisi regionali. Ad esempio durante la guerra nella ex-Yugoslavia, ed io aggiungerei anche nel modo in cui è stata liquidata, con una vera "soluzione finale" politico-economica, la DDR. Come nel 1940, scrive l'autore, abbiamo assistito alla dissoluzione della Yugoslavia e della Cecoslovacchia, sostituite dalla riproposizione dei vecchi stati della Slovacchia, Croazia, Bosnia e Kosovo. Questi stati negli anni '40 erano tutti alleati del nazismo e ciascuno di essi fornì al Terzo Reich la propria divisione di SS. Una coincidenza, I suppose.
"L'Unione europea ha promosso e finanziato nei Balcani la pulizia etnica di un milione di europei, per lo più serbi, ebrei e zingari da Croazia, Kosovo e Bosnia, realizzando le antiche ambizioni di organizzazioni fasciste in quei paesi. Naturalmente è l'Unione europea, sia laburista che liberaldemocratica e conservatrice, che ha resuscitato la Croazia, un paese con le più evidenti tradizioni fasciste in Europa. La Croazia, con la cacciata di circa 300.000 serbi dalla loro patria storica nella Krajina nel 1995 si è resa colpevole della più grande pulizia etnica in Europa da decenni. I legami tra fascisti croati e nazisti tedeschi ai nostri giorni è ben documentata. L'esercito e il governo tedeschi furono i principali sostenitori del presidente Tudjman e i primi a riconoscere lo stato creato illegalmente della Croazia nel 1991."
Come non pensare subito inoltre alle recentissime imprese - silenziate dal ministero dell'europropaganda - del regime filo-UE dell'Ucraina, dove il Battaglione Azov si fregia apertamente di simboli inequivocabilmente nazisti (e NATO).


Atkinson passa in rassegna le biografie di alcune personalità di spicco del parco fondatori UE in forte odore di passato nazista, a cominciare da Walter Hallstein, ministro degli esteri della RFT e padre della omonima "Dottrina" che negava il riconoscimento diplomatico a quegli stati che avessero riconosciuto la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), poi eradicata nel 1990 da personaggi come Kohl e Schauble. Firmatario del Trattato di Roma, Hallstein fu il primo presidente della Commissione Europea, eletto nel 1958.
Poi Paul Henri Spaak, il ministro degli esteri belga che aveva rifiutato l'aiuto al governo repubblicano spagnolo durante la guerra civile, che divenne uno dei padri fondatori della UE e segretario generale della NATO.
Hans Josef Globke. Segretario di stato con Adenauer, soprattutto per le questioni legate alla creazione della comunità europea, durante il nazismo aveva formulato la legislazione d'emergenza che aveva permesso a Hitler di conquistare il potere assoluto nel 1933 e aveva stilato le leggi razziali di Norimberga, che revocavano la cittadinanza tedesca agli ebrei. Cazzabubbole, insomma.
Nel dopoguerra, Globke divenne capo, per il decennio 53-63, della cancelleria federale della Germania Occidentale. Nel 1960 la CIA fece pressioni su Life Magazine affinché cancellasse i riferimenti a Globke contenuti nelle memorie appena ritrovate di Adolf Eichman. (Che la UE sia anche, tra le tante cose che è, una creazione della CIA ultraoscura di Allen Dulles, non vi sono dubbi).
Kurt Georg Kiesinger. Nazista della prima ora, ex SA, nel 1940 divenne capo del dipartimento per la propaganda radio del regime, soprattutto quella riservata ai territori occupati dal Reich, come Francia, Belgio e Grecia. Nonostante queste credenziali, nel 1966, come capo del partito cristiano democratico, fu eletto cancelliere.

Il più interessante, però, resta sempre Walter Funk, personaggio noto a chiunque voglia riscontrare le sconcertanti attinenze tra le politiche economiche di austerità "europee" e la politica economica predatoria nazista di pre-guerra seguita agli anni espansivi prociclici di Hjalmar Schacht, promossa proprio da Funk.
Funk - scrive Atkinson - aderì al Partito Nazionalsocialista nel 1931 e divenne presto non solo il consigliere economico di Hitler ma capo ufficio stampa del ministero della propaganda di Joseph Goebbels. Nel 1938 fu nominato ministro dell'economia, divenendo il trait d'union tra il partito e il complesso industriale tedesco dal quale otteneva appoggio economico e politico per Hitler. Il 3 dicembre 1938 Funk firmò un decreto che imponeva agli imprenditori ebrei di vendere o liquidare le proprie imprese e vietava agli stessi di acquisire proprietà immobiliari. Gli ebrei furono costretti a depositare azioni, titoli ed altri beni in banche speciali dove i loro conti erano contrassegnati come "ebrei". Un bail-in, diremmo oggi.
Funk fu imputato al processo di Norimberga ma, al suo rilascio nel 1957, ottenne un impiego al ministero dell'educazione della Bassa Sassonia, dove si adoperò nella promozione della nuova comunità europea presso scuole e università. 

Interessante, no? Ah, secondo voi di chi è questa citazione?
"La Germania dovrebbe, visto che è divenuta pacifica e ragionevole, prendersi tutto ciò che l'Europa e il mondo intero le ha negato in due grandi guerre, una sorta di egemonia soft sull'Europa".
Nessun nazistone D.O.P. stavolta, ma solo Joschka Fischer, ex ministro degli esteri tedesco; verde, spinelliano, sessantottino. Il mistero di come il progettone nazista del 1942 sia diventato il "tessoro" della mejo sinistra antifa, si trova sulla faccia nascosta dell'Euroluna.
P.S. Volendo, nella foto seguente, sempre del maledetto 1942, vi sarebbero anche le origini di Eurabia, nome discusso che però altro non è che il nome di un bollettino pubblicato negli anni '70 dal "Comitato Europeo di Coordinamento delle Associazioni per l'Amicizia con il mondo arabo" (nel link il numero 2, in francese). A proposito di patti con il diavolo, eccone un altro degno di nota, che chiameremo "Oil for migration". Gli europei, terrorizzati dal poter rimanere senza benzina durante la crisi petrolifera, al primo chiudersi di rubinetto dell'OPEC accettano di aprire le porte all'immigrazione islamica in Europa. L'Unione Europea è da allora in poi entusiasta all'idea di fornire, come richiesto, tecnologia avanzata ai paesi arabi in cambio dell'afflusso di lavoratori arabi in Europa, ai quali dovranno essere concessi, lo si pretende, gli stessi diritti dei lavoratori autoctoni. 

Non si capisce quali sarebbero stati i vantaggi di questa amicizia, voluta da Francia e Germania, per i popoli europei, a parte la garanzia del rifornimento di petrolio e lo sfruttamento da parte del complesso industriale tedesco e francese di manovalanza immigrata. Infatti non vi sono.  Un'altra delle richieste degli arabi nell'ambito dell'Oil for migration era l'appoggio incondizionato alla causa palestinese in funzione anti-americana ed anti-israeliana, e sappiamo quanto ci sia costato il voler barcamenarsi e tenere il piede in due staffe in termini di terrorismo e strategia della tensione.
Oggi l'obiettivo dell'amicizia euro-araba, alla luce degli ultimi avvenimenti, acquista una sfumatura tendente al nero più cupo. Traggo dal noto opuscolo "Black Flags from Rome" della sedicente ISIS, questo inquietante ritaglio.

E, a pagina 85, questa agghiacciante premonizione. 
"Quando lo Stato Islamico avrà vinto l'Armageddon in Siria, i combattenti libici, marocchini e tunisini raggiungeranno l'Europa via mare o per via aerea. Saranno supportati e guidati dai musulmani che avranno preso il controllo delle coste strategiche e perfino da quei non musulmani  che saranno disposti ad accettare i Musulmani come loro nuovi padroni. Per allora, l'armata crociata sarà sconfitta e lo stato islamico sarà la forza più potente sia in Europa che nel Medio Oriente. I musulmani in Europa saranno collegati grazie all'eliminazione delle frontiere e otterranno tutto l'appoggio da parte del Medio Oriente.
L'Italia sarà per allora stata conquistata da musulmani armati provenienti da più direzioni: bande musulmane del Nord e dell'Ovest, combattenti islamici dai Balcani e missili e navi dal sud.
Senza nessuno che possa eguagliarne potenza e unità, i musulmani avranno catturato Roma, la capitale d'Europa."
Chiunque l'abbia scritta, dei veri musulmani o qualcuno che si spaccia per essi allo scopo di terrorizzarci e spingerci, dopo essere divenuti nazisti (scacco matto) a farne polpette, magari con contorno di funghi nucleari, lo scenario che vi viene prefigurato non sembra così lontano da antichi proponimenti islamici di conquista e, ciò che è peggio, chi sta mettendo a ferro e fuoco le città europee con tattiche da guerriglia urbana, nella conquista di Roma e nel dominio islamico del mondo ci crede veramente. E ne conosciamo tanti di non musulmani ansiosi di farsi governare dall'Islam e disposti a tutto affinché ciò avvenga, senza chiederci se saremmo eventualmente d'accordo.  E qui si ritorna ai britannici ed alla loro preoccupazione per la deriva antidemocratica e "nazista" dell'Europa, che sarà oggetto della prossima puntata.

Vedete, noi non saremmo crociati. E' che ci dipingono così.

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